Pubblichiamo una riflessione che abbiamo chiesto a Giulia sulla sua esperienza di Servizio Civile alla Meru Herbs Kenya, durata da luglio 2015 a luglio 2016, grazie alla ong Ipsia Acli:

“Sintetizzare quello che è stato un anno di servizio civile a Meru Herbs, in Kenya, non è un lavoro semplice. Imparare ad inserirsi in un contesto lavorativo senza distruggere gli equilibri preesistenti è il primo grande passo da compiere, seguito naturalmente dalla conoscenza delle persone con cui si lavora.

Dopo un anno stringi dei legami particolari con ognuno di loro e, come spesso accade, è proprio da questi legami che nascono le delusioni e le frustrazioni. Le più grandi delusioni le ho proprio avute a causa di incomprensioni con le persone a me più vicine ma da queste stesse persone ho ricevuto anche le più grandi soddisfazioni. Essere apprezzati per chi si è e sentirsi rispettati per il lavoro e l’impegno dimostrati sono le gratificazioni più grandi che potevo ricevere durante questa esperienza.

Naturalmente mi porterò a casa tantissimi ricordi e molti insegnamenti, ma soprattutto voglio portarmi a casa la forza e il coraggio delle donne che ho avuto il piacere di conoscere a Meru Herbs. Queste donne sono il pilastro della famiglia, grandi lavoratrici e sempre sorridenti per rendere la giornata una giornata migliore. Nonostante le tante difficoltà che affrontano quotidianamente non perdono mai la speranza e la fede e sono sempre disposte a condividere anche quel poco che hanno.

La condivisione è un altro aspetto che sta scomparendo in Italia e che vorrei esportare. Durante quest’anno di servizio civile mi è stato impossibile rifiutare una tazza di tè, un sacco di arance o di mango o un paio di uova durante le visite di lavoro ai contadini associati di Meru Herbs o quelle di piacere ai nostri colleghi. Mi sembra quasi paradossale come famiglie che vivono in case semplicissime e in un ambiente povero, siano sempre e a qualunque costo disposte a condividere con il visitatore una parte di loro.

Proprio questa sintonia tra condivisione, accoglienza e rispetto rende queste persone tanto speciali e il loro ricordo sempre scolpito nella mia mente. Non si può però dimenticare la professionalità del rapporto lavorativo e questo è un altro aspetto molto difficile da separare dal rapporto personale che si crea con il passare dei mesi. Spesso infatti si può rischiare di dare molte cose per scontato o addirittura di essere troppo superficiali in situazioni dove invece è richiesta molta chiarezza e severità. Per fortuna i due cooperanti di IPSIA Enrico e Daniela sono stati sempre presenti per aiutarmi a vedere ogni situazione in modo più oggettivo e aiutarmi a correggere la rotta.

Se questa esperienza è stata così incredibile è anche grazie al loro supporto e la loro costante presenza, sono stati una guida sia a livello professionale che a livello personale e sicuramente indispensabili in questo percorso.”