Pubblichiamo una riflessione che abbiamo chiesto a Luca sulla sua esperienza di Servizio Civile alla Meru Herbs Kenya, durata da luglio 2015 a luglio 2016, grazie alla ong Ipsia Acli:

“Diciamo sempre che le donne di qua sono forti. È vero, è assolutamente vero. Ma le donne di qua non sono
solo questo. Sono molto, molto di più. Personalmente, mi sono innamorato delle donne con cui ho lavorato
per un anno.

Nonostante le arrabbiature e gli scontri, abbiamo soprattutto (come a loro piace dire) giocato insieme. Sì,
penso proprio che “giocato” sia la parola giusta. Giocando mi hanno hanno insegnato ad affrontare con più
leggerezza i piccoli problemi della vita, costringendomi a dire “no problem” le tante volte in cui avrei voluto
urlare e maledire tutti, dimostrandomi che i problemi sono ben altri.

Mi hanno insegnato la precisione nel lavoro, attraverso la loro bella dose di lentezza e tranquillità,
dicendomi che l’agitazione e la velocità non portano a nulla, se non al lavoro mal fatto. Anche se spero di
portarmi a casa la loro precisione, sono sicuro che l’agitazione sarà sempre mia compagna.

La loro innocente ignoranza mi ha portato a tenere lezioni di storia e geografia che per me erano ovvie ma
che per loro non lo erano. Abbiamo passato molto tempo con la cartina del mondo aperta, loro a bocca
aperta mentre indicavo i clienti della Meru Herbs in giro per il mondo.

In quest’anno ho anche capito che tutto il mondo è paese. Come dice il braccialetto Slow Food che porto
sempre con me, “siamo tutti africani”. Essere tutti africani è la stessa cosa di dire che non lo è nessuno e
quindi che siamo veramente tutti uguali con i nostri difetti e pregi.
Naturalmente ritornerò, ritornerò e ritornerò di nuovo in questo posto, per ridere di nuovo con queste persone
che so già mi mancheranno tantissimo.”