Dopo quasi sei mesi dall’inizio della pandemia mondiale, facciamo il punto della situazione alla Meru Herbs Kenya dove il lavoro ha risentito della crisi globale, ma di fatto non si è mai fermato in questi mesi.

Ad oggi (inizio settembre) anche qui come in tutto il Kenya, sono in vigore alcune leggi rispetto all’emergenza sanitaria che tuttavia sono meno stringenti dei mesi passati. Permane il coprifuoco notturno e l’obbligo di utilizzo della mascherine.

Si può riprendere a viaggiare liberamente.

Anche il clima sembra essere cambiato, con gli amici della Meru Herbs Kenya che ci riferiscono di un inverno “che non finisce più”, con cieli rabbuiati e una pioggerellina da novembre, mai vista prima in questo periodo.

Ci racconta il fondatore, Andrea Botta: “A Meru il base camp in ottimo ordine, tutto in funzione e sotto controllo, mentre il lavoro continua anche con il costante uso delle mascherine che tutti i lavoratori tengono scrupolosamente. In questi giorni molto lavoro alla fabbrica delle marmellate per terminare un ordine per la Scozia di oltre 17 mila barattoli di marmellate e sughi. Abbiamo fatto una prova per chiudere un pallet (900 kg, -1560 barattoli)  come richiedono i clienti  e sollevarlo  con il muletto. Tutto è andato bene.

Entro pochi giorni l’ufficio di Nairobi farà arrivare il container da riempire e anche questo ordine è fatto. Rimangono ancora due ordini entro fine anno  (uno per Altromercato in Italia e uno per il Giappone). In  contemporanea stanno preparando la polvere finissima di moringa per la Francia (500 kg), che viene confezionata in piccoli pacchi da un kg, sotto vuoto, con la macchinetta che ci avete donato. L’ordine non e piccolo. Questo ordine è una nuova realtà di fair trade che si chiama “Sahelia France”.

Purtroppo la crisi del mercato italiano del commercio equosolidale hanno portato lo scorso anno ad un taglio del personale fisso, che ad oggi è molto ridotto. Le lavoratrici occasionali vengono impiegate quando occorre per supportare soprattutto lo schelling del carcadé.

A proposito, invece, dell’ecolodge entrato in funzione dallo scorso anno, si registrano soprattutto clienti locali e il ristorante lavora abbastanza.

All’inizio del 2020 era giunta la richiesta da parte della Meru Herbs Kenya di un supporto alla manutenzione del ponte sul fiume Kitheno. Al momento, secondo il Manager del base camp, non è ancora stato possibile avviare un confronto con popolazione locale per invitarla a partecipare ai lavori di manutenzione, responsabilizzandola sul corretto utilizzo e sulla necessità di un monitoraggio costante dello stato della struttura. La Meru Herbs Italia onlus ha comunque già stanziato una cifra di 5000€ che prevede di mettere a disposizione a supporto dei costi preventivati.